La sicurezza in oceano è uno dei punti fondamentali da prendere in considerazione prima di venire a pescare da queste parti.
Questo non è il Mar Mediterraneo, e le volte in cui ho visto l’oceano completamente “piatto” si possono contare sulle dita di una mano.
In questo articolo voglio darti alcuni consigli pratici, che possono tornarti davvero utili se passi a pescare alle Canarie, soprattutto se è la prima volta.
Tranquillo: nessuno è nato esperto.
Anche io, quando sono arrivato qui per la prima volta qualche anno fa, mi sono sentito completamente disorientato. L’importante è fare le cose con cautela e consapevolezza, senza avere fretta.
Ma non perdiamo tempo in chiacchiere e andiamo per step.
1️⃣ Applicazioni meteo: il primo passo per pescare in sicurezza
Controllare le condizioni meteo e del mare è la prima e più importante prassi per uscire in sicurezza.
Sapere cosa ci aspetta prima ancora di arrivare sullo spot è fondamentale, sia per prepararsi mentalmente sia per scegliere correttamente attrezzatura e abbigliamento.
Per darti un’idea generale, considera che l’oceano inizia a diventare difficile da gestire — ovviamente a seconda dello spot — quando l’altezza dell’onda supera 1,4 metri.
Con questo non sto dicendo che sopra quel valore non si possa pescare, ma personalmente trovo le condizioni migliori intorno a 1,2 / 1,3 metri.
Oltre all’altezza dell’onda, presta molta attenzione anche al periodo, che solitamente viene indicato in secondi accanto al valore dell’onda.
Il periodo indica quanti secondi passano tra un’onda e l’altra e, di fatto, quanta potenza accumula l’onda.
Ricorda sempre questa regola:
Più è alto il periodo, più l’onda è potente e pericolosa.
Un esempio pratico:
onda 1,3 m con periodo 7 s → gestibile
onda 1,3 m con periodo 20 s → molto più pericolosa
A parità di altezza, sono due mari completamente diversi.
Maree: un fattore da non sottovalutare
Restando sulle condizioni del mare, è fondamentale osservare anche le maree.
Qui alle Canarie le maree hanno escursioni importanti e, oltre a influenzare l’attività dei pesci, cambiano radicalmente la conformazione degli spot tra una marea e l’altra.
Uno spot pescabile con marea bassa potrebbe non essere più accessibile con marea alta.
Questo spesso lo puoi capire semplicemente osservando l’ambiente:
se sulle pietre vedi alghe fresche
patelle, molluschi
segni evidenti di vita marina
significa che nel giro di qualche ora quello scoglio verrà coperto dall’acqua.
Essere consapevoli di questo può evitare situazioni molto pericolose.
Se stai cercando un sito o un'applicazione affidabile dove controllare le condizioni meteo, posso consigliarti windguru oppure windfinder, sono le stesse che utilizzo io.
Le scarpe sono il secondo punto più importante da considerare quando si pesca in oceano.
Qui alle Canarie le rocce vulcaniche sono affilatissime, e cadere su questi scogli può costarti caro.
A questo si aggiunge il fatto che, con le grandi escursioni di marea, gli scogli che rimangono scoperti durante la bassa marea diventano letteralmente delle saponette.
Scegliere la scarpa giusta non è un dettaglio: serve per evitare brutte cadute e, nel peggiore dei casi, per non finire in acqua.
Il mio consiglio è di orientarti su modelli con chiodi e feltro sotto la suola.
Ne esistono diversi modelli a seconda del produttore, ma ti assicuro per esperienza personale che una scarpa con queste caratteristiche può cambiare radicalmente la tua esperienza di pesca, rendendola più sicura e meno stressante.
Altri accessori di sicurezza
Un altro elemento da valutare è il giubbotto salvagente.
Lo so, può sembrare ingombrante o fastidioso, ma la differenza in termini di sicurezza è enorme.
In alternativa, esistono anche marsupi salvagente da legare in vita: più comodi e versatili, dispongono di una bomboletta di gas che gonfia il salvagente all’occorrenza, senza intralciare i movimenti durante la pesca.
Insomma, ci sono diverse soluzioni valide che possono davvero fare la differenza in situazioni delicate.
3️⃣ Quando rinunciare: osservare lo spot e capire i segnali del mare
Se nella prima parte dell’articolo ti ho spiegato come usare le applicazioni meteo per la fase teorica, ora passiamo alla fase pratica: cosa fare quando arrivi sullo spot.
A meno che le condizioni non siano perfette, la buona prassi è osservare lo spot da lontano per 15–20 minuti prima di scendere, specialmente se le condizioni sono incerte o se non conosci il posto.
Il motivo è semplice: non tutti gli spot assorbono le onde allo stesso modo.
Molti fattori influenzano la sicurezza di un punto:
altezza dello spot rispetto al mare
orientamento rispetto alla direzione delle onde
profondità dell’acqua sottostante
presenza e direzione del vento
A parità di condizioni, due spot vicini possono risultare molto diversi dal punto di vista della sicurezza.
Oltre all’altezza e alla direzione, bisogna considerare le cosiddette serie di onde: onde più forti, che arrivano una tantum, molto più potenti di tutte le altre.
Ecco perché osservare lo spot per molti minuti è fondamentale.
Per 10–15 minuti può non succedere nulla, e poi arriva un’onda che copre completamente lo spot.
Questo episodio mi ha insegnato una cosa fondamentale: la sicurezza non è mai troppa.
Il consiglio finale
Qui, purtroppo, perde la vita tanta gente, anche chi frequenta queste zone da anni e abbassa la guardia.
Se quel giorno l’oceano ti sembra “troppo”, fidati: lo è davvero.
Cambia spot, cerca zone più sicure oppure, semplicemente, fatti una birra e aspetta
Ricorda inoltre che le isole sono piccole e rotonde: quando le condizioni sono brutte in un lato, molto probabilmente sono più tranquille sul lato opposto.